Mano a mano gli occhi di Eric cominciavano a distinguere i dettagli del corridoio, le porte, le scale, i quadri sulle pareti. Il sangue colava sul suo volto lasciandogli scie rosse sulle guance e sulla fronte. I vestiti erano bucati per via delle schegge e, dolorosamente, riuscì a togliersi i pezzi di vetro ancora incastrati nei suoi muscoli. La preziosa giacca era ormai inguardabile, mentre la camicia bianca era macchiata e increspata in numerosi punti.
In piedi nel corridoio, subito il suo pensiero si rivolse all'uomo sopra la cabina: dov'era ora? Come fuggirne? Tuttavia non ebbe il tempo di farsi prendere dal panico, in quanto sentiva premere la canna della pistola contro il suo cranio posteriore. "Non girarti. Non fare domande. Segui il corridoio e entra nella stanza in fondo." disse a Eric; pochi metri dopo, aggiunse: "Ah, dimenticavo: io sono Alexander, e non te ne scorderai facilmente.". Detto ciò, giunsero alla stanza in fondo ed aprirono la porta, entrando in una sala per riunioni dove una persona lo stava aspettando. Una persona che Eric conosceva molto bene.
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1 commento:
O__O'
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